Elon Musk ha coronato la nomina a uomo dell'anno rilasciata dalla rivista Time annunciando un progetto che ha destato scalpore: l'utilizzo delle emissioni rimosse dall'ambiente per alimentare i missili spaziali di SpaceX. Il Presidente e Amministratore Delegato dell'azienda ha reso noto il piano attraverso un tweet del 13 dicembre, scrivendo che l'impresa avvierà un programma che mira a eliminare la CO2 dall'atmosfera e a trasformarla in carburante per i razzi. E poi ha aggiunto che tutto quanto sarà importante anche in prospettiva della missione su Marte.
SpaceX: ecco come verrà catturato il carbonio
La reazione dei follower su Twitter è stata di scetticismo generale sul fatto che una cosa del genere possa essere realmente attuata. Ma il visionario 50enne non è nuovo a idee rivoluzionarie che inizialmente hanno suscitato incredulità, salvo poi stupire il pubblico nella loro realizzazione pratica.
La tecnologia utilizzata per produrre carburante per missili si baserebbe sulla cattura diretta dell'aria, denominata DAC. Ancora questa si trova nelle sue prime fasi di sviluppo e il più grande impianto del mondo in Islanda ha cominciato a funzionare a settembre.
La struttura è in grado di sollevare circa 4 mila tonnellate di CO2 dall'aria ogni anno, praticamente il doppio rispetto a quanto poteva essere fatto dalla precedente capacità DAC. Elon Musk all'inizio del 2021 aveva anche affermato che avrebbe erogato attraverso l'ente no profit Xprize Foundation 100 milioni di dollari come premio per chi fosse riuscito a trovare la migliore tecnologia per la cattura e l'immagazzinamento del carbonio.
SpaceX: la missione su Marte obiettivo di Musk
Questo nuovo progetto di SpaceX si unisce al programma dell'azienda di perforare i giacimenti di gas naturale in Texas per usarlo come carburante per la sua navicella spaziale e i suoi razzi. Il grande obiettivo di Musk è quello di costruire una struttura che possa inviare un equipaggio su Marte entro il 2026. Per questo il manager sta radunando tutte le sue risorse fisiche, economiche e mentali per raggiungere una meta che è diventata ormai una ragione di vita.
A più riprese l'uomo più ricco del mondo non aveva fatto mistero delle sue intenzioni anche di vendere tutti i suoi averi per destinarli alla conquista dello spazio. Per alcuni tutto questo ha rappresentato un segnale d'allarme anche nell'ottica delle azioni Tesla, di cui un giorno il suo grande ideatore potrebbe privarsene. In realtà già lo sta facendo, sebbene tutto ciò rientri in un piano prefissato che ha a che vedere con l'esercizio delle stock options e il pagamento delle tasse, per cui Musk è entrato in conflitto anche con esponenti illustri del Congresso statunitense.
E se la quota del 10% stabilita fosse solo il primo passo? La sensazione è che il destino di Tesla sia legato a doppio filo a quanto succede in SpaceX e nei progressi relativi alla missione cosmica. Per questo tutte le mosse in quest'ultima direzione portano inevitabilmente a valutarne gli effetti anche sul produttore di auto elettriche.
Non bisogna dimenticare che all'inizio del mese, Musk ha impressionato il pubblico avvertendo che SpaceX rischierebbe il fallimento a causa di problemi di produzione legati al motore Raptor. Nei prossimi anni probabilmente ne sentiremo ancora tante sulle vicende spaziali, con uscite come quella di ieri che molti faranno fatica a credere.