La riunione della prossima settimana della Federal Reserve potrebbe fornire qualche indicazione sulle mosse della Banca Centrale riguardo il tapering e i tassi d'interesse. Almeno queste sono le attese da parte degli investitori, consapevoli di quanto l'istituto guidato da Jerome Powell sia in grado di condizionare l'andamento dei mercati finanziari.
Ogni decisione che arriva da Washington probabilmente determinerà se e quanto il trend di lungo periodo degli indici americani possa continuare aggiornando nuovi record o se invece sia giunto il momento di una importante correzione.
Fino ad ora ogni ritracciamento è stato visto come un'occasione ghiotta per entrare a mercato, salendo magari su un treno in corsa dopo aver mancato precedenti fermate. Se il FOMC dovesse fornire annunci sgraditi a Wall Street, stavolta le cose potrebbero andare diversamente.
Fed: cosa prevedono gli economisti su tapering e tassi
Gli economisti non credono che la Fed sia così precipitosa. Un sondaggio di 52 esperti interpellati da Bloomberg tra il 10 e il 15 settembre ha rivelato che l'istituto centrale non darà l'annuncio della riduzione del piano di acquisti prima del meeting del 2-3 novembre. Almeno circa il 70% la vede così, mentre più del 50% è convinto che il tapering partirà a dicembre.
Sul fronte tassi la maggioranza ritiene che il costo del denaro rimarrà prossimo allo zero quantomeno fino al 2022, con un lieve aumento di 0,25% nel 2023 per 2 volte. Un'accelerazione invece dovrebbe esserci nel 2024 con 3 incrementi che porteranno i tassi all'1,5% entro la fine dell'anno.
Per la prossima settimana quindi non ci dovrebbero essere grosse novità, compatibilmente con gli obiettivi che il FOMC si è dato. Il board della Federal Reserve ha sempre sostenuto che l'acquisto mensile di 80 miliardi di dollari in T-Note USA e di 40 miliardi in titoli ipotecari non sarebbe stato intaccato fino a quando l'economia a stelle e strisce non avesse mostrato segni eloquenti di ripresa, soprattutto sul fronte occupazionale.
L'inflazione però si è mostrata una variabile impazzita, al punto che la Banca Centrale si è posta il problema di intervenire prima per limitare la massa di moneta in circolazione e poi per stringere sul tasso ufficiale di sconto. Ogni azione però è frenata dal ritorno del Covid-19 che con la variante Delta rischia di mettere nuovamente in ginocchio l'economia, nonché dai dati occupazionali che non forniscono ancora alcuna certezza.
Ad ogni modo, gli economisti si aspettano che il Comitato politico della Fed preveda un'inflazione al 3,9% per il 2021 e del 2,2% per il 2022 e il 2023; mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 3,5% entro i prossimi 2 anni, che rappresenterebbe il minimo pre-Covid.
Fed: quale sarà il modus operandi?
Un punto nodale che dovrà essere sciolto riguarda la tempistica dell'attuazione del tapering e del rialzo dei tassi. Alcuni Presidenti regionali della Fed vorrebbero che già a settembre si iniziasse la restrizione monetaria, per evitare pericolose spirali nel mercato immobiliare.
In questo modo, si procederebbe con maggiore gradualità e si potrebbe iniziare l'aumento del costo del denaro una volta terminato il piano di riduzione degli acquisti delle obbligazioni pubbliche e private. Altri esponenti della Banca preferirebbero invece procedere con maggiore cautela, nel frattempo che si monitorano con attenzione gli effetti della variante Delta sull'economia statunitense.
Il modus operandi della Fed riguarderà anche quali titoli l'istituto ritirerà per prima dal mercato. Qui gli economisti sembrano essere concordi: circa il 75% stima che la Banca Centrale procederà nello stesso modo, rallentando in modo uniforme gli acquisti dei Treasury e quelli dei titoli ipotecari. Al riguardo, gli stessi membri della Fed preoccupati dal mercato immobiliare propenderebbero invece per frenare prima gli acquisti delle obbligazioni legate ai mutui.
Fed: Powell rimarrà alla guida?
Un altro aspetto di cui si sta discutendo molto in questo periodo è se Jerome Powell sarà riconfermato o meno Governatore della Fed alla scadenza del mandato di febbraio 2022. Soprattutto molti si chiedono se il 68enne nominato da Donald Trump accetterà l'incarico.
Con ogni probabilità nella conferenza stampa a margine dei 2 giorni di riunione del FOMC, Powell glisserà sull'argomento così come ha fatto finora, ma gli economisti che si sono espressi nel sondaggio non hanno dubbi: l'attuale Governatore rimarrà al suo posto. Di questo ne è convinto l'89% degli intervistati.